NEW HORIZON

Nel 2029 la sonda sviluppata dalla NASA per l’esplorazione di Plutone e le sue lune abbandonerà il sistema solare portando con sé un messaggio costituito da immagini e suoni, breve autoritratto dell’uomo e della Terra destinato ad eventuali forme di vita extraterrestri. La navicella proseguirà il suo moto anche quando la specie umana sarà estinta e diverrà unica traccia a testimoniare l’antica esistenza nel Sistema Solare di una forma di vita intelligente; l’essere umano cerca di valicare i confini biologici, di avvicinarsi al concetto di eternità e infinito lasciando nel cosmo un’impronta indelebile della propria esistenza. Il progetto prende spunto da questa operazione promossa dalla Nasa, per portare avanti una riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo, sul suo continuo bisogno di confronto con l’Assoluto, con una dimensione sacrale sempre latente. Una danza minimale costruita su un attento uso del corpo e della luce che crea un luogo di grande suggestione, un continuo dialogo tra luce, spazio e i corpi dei due performer.

 

concept, regia, coreografia//Francesco Marilungo
con//Francesco Marilungo, Alice Raffaelli
assistenza alla regia//Francesco Napoli
suono, luci//Francesco Marilungo
collaborazione al disegno luci//Gianni Staropoli
video//Chiara Caterina, Francesco Marilungo
co-produzione//Open Latitudes Network (Latitudes Contemporaines, Vooruit, L’Arsenic, Body/Mind, Teatro delle Moire/Danae Festival, Sin Arts Culture, le phénix, MIR Festival, Materiais Diversos)
con il supporto di//Culture Programme UE
in collaborazione con//Compagnia di danza Enzo Cosimi, Sin Arts and Culture Center, Officina LachesiLAB, ACS Circuito Abruzzo Spettacolo, Kilowatt Festival

durata//55′

Progetto vincitore del bando Open Latitudes

 

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Ph Chiara Caterina

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Nocentini

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Nocentini

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Ph Elisa Nocentini

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Ph Elisa Nocentini

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Ph Christian D’Egidio

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Gobbi

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Ph Elisa Nocentini

 

 

 

Rassegna stampa

11 Novembre 2016

Marilungo restituisce, con impeccabile eleganza, visioni che appaiono vicine e aliene allo stesso tempo, ricorda il passato, il presente e spinge a contemplare un avvenire cosi lontano e cosi rasente a noi da sembrare, appunto, un orizzonte inarrivabile e ammaliante, accessibile e spaventoso.

Alessandra Corsini
Artribune
http://www.artribune.com/arti-performative/teatro-danza/2016/11/teatro-danae-festival-milano/

21 Novembre 2016

I due performer sono cellule in osmosi, particelle folgorate nello spazio-tempo. L’intreccio dei due corpi diafani, spogliati di ogni residuo fisico, crea una sorta di kamasutra spirituale

Vincenzo Sardelli
Krapp’s Last Post
http://www.klpteatro.it/ritratti-dordinaria-umanita-danae-festival-18