PARADISE

Paradiso è il luogo della nostalgia in senso biblico, ma oggi anche una parola molto abusata. Ovunque viene promesso il paradiso e tutti ricercano il proprio.
(Ulrich Siedl)

Nella ricerca ancestrale della felicità, l’uomo ha dato vita nel corso del tempo a comportamenti che sono stati ampiamente descritti in maniera esplicita soltanto nell’Ottocento dallo scrittore Leopold von Sacher-Masoch e che fanno parte di quello stato di natura/perversione che proprio da lui prenderà il nome. Il masochismo – definito da Millais Culpain come “un germe presente in ognuno di noi” – esprime la necessità dell’uomo di sperimentare il dolore: molteplici sono le forme e diverse le intensità della percezione in relazione ad un limite ottimale che ne garantisca la massima gratificazione. Questa necessità viene presa in esame nella performance attraverso un oggetto in latex meglio conosciuto come vacuum-bed; strumento tipico della pratica BDSM è infatti uno dei tanti, possibili feticci necessari per innescare il processo di disconoscimento del reale e attivare il sogno, sospendendo il masochista nell’ideale. La perversione alla base dell’utilizzo del vacuum-bed, l’ipossofilia, cioè il piacere derivante dalla deprivazione d’ossigeno, concretizza quel “munirsi di ali e fuggire nel sogno” di cui parlava poeticamente Masoch, quell’ invito alla ricerca della felicità, una felicità impossibile da raggiungere se non nel proprio Paradiso. L’ “immagine zero” della performance è appunto costruita sull’utilizzo del vacuum-bed, immagine da cui il lavoro di composizione prosegue seguendo in parte la metodologia RTC. Due sono i piani di sviluppo, lo “spazio scenico”, dove interagiscono i corpi dei due performer e quello dello schermo. Per quanto riguarda il materiale video, si fa riferimento alla filmografia di Ulrich Siedl, cinesata austriaco. I concetti di feticcio e di masochismo con il loro immaginario iconografico stratificato nel tempo si annidano ancora nel cuore della modernità, al centro dell’uomo contemporaneo, dando una nuova declinazione alla concezione di corpo e desiderio.

 

concept, regia, coreografia // Francesco Marilungo
con // Francesco Marilungo, Francesco Napoli
video // Chiara Caterina
suono, luci // Francesco Marilungo
in collaborazione con // Compagnia di Danza Enzo Cosimi, Mosaico Danza, CSC Bassano del Grappa, ACS Abruzzo Circuito Spettacolo
co-produzione // Danae Festival
con il contributo di // Next 2015 Regione Lombardia e C.L.A.P.Spettacolo dal vivo

durata // 40′

progetto finalista a DNAppunti Coreografici – Romaeuropa Festival e selezionato dalla rete Anticorpi-XL per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore 2016

 

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Ph Chiara Caterina

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Ph Chiara Caterina

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Ph Chiara Caterina

 

 

 

Rassegna stampa

28 ottobre 2015

Paradise di Marilungo, nel suo spingere l’acceleratore, era forse l’ “appunto” piu riuscito, in quanto dotato di una struttura concettuale convincente e ben salda sul piano visivo e performativo.

Angela Bozzaotra
PAC Magazine di Arte & Culture
https://paneacquaculture.net/2015/10/28/dna-appunti-coreografici-2015-visioni-di-giovane-danza-italiana/

21 Novembre 2015

Piu immateriale, soffusa, con la forza di una preghiera laica, e la danza di Francesco Marilungo (con Francesco Napoli), che in Paradise celebra l’incontro di parti del corpo-feticcio con materiali dozzinali come il lattice, da cui sprigiona un’insospettata forza poetica.

Vincenzo Sardelli
Krapp’s Last Post
http://www.klpteatro.it/oltre-gli-stereotipi-di-genere-larte-a-tutto-tondo-di-danae

02 Dicembre 2015

Paradise spia nell’intimità dell’uomo contemporaneo, quasi a voler dire che tutti nascondiamo i nostri desideri, le nostre perversioni, e che ognuno di noi costruisce separatamente il proprio mondo, un “paradiso” in cui essere se stessi e in cui scoprirsi.

Alessandra Corsini
Altrevelocità
http://www.altrevelocita.it/teatridoggi/5/baci-dalla-provincia/332/tra-quotidiano-e-intimita-everything-is-ok-di-dagostin-e-paradise-di-marilungo.html

29 Settembre 2016

[…] tra la ‘trovata’ forte e la necessità di investigare, anche esteticamente, il mondo oscuro di una sessualità borderline, forse il pezzo che si staglia tra tutti e Paradise:Part 1 di Francesco Marilungo, in cui il corpo del danzatore imprigionato in un lenzuolo di lattice e piegato al volere del partner diventa una tragica scultura berniniana, spirito e corpo incastrato in pieghe voluttuose, mistiche e insieme ambigue.

Silvia Poletti
DelTeatro.it
http://www.delteatro.it/2016/09/29/ravenna-si-danza-vetrina